Pubblico qui un mio reportino sulla manutenzione del mio mulo da traina Tyrnos 12 già pubblicato su KFI
Dopo la spedizione “Corsica 2012” e in vista
dell’Elbainkayak 2012, una buona manutenzione per il mio Tyrnos 12 si rendeva
necessaria.
Come sempre, per chi non si è mai cimentato nello smontaggio
di un mulo, traina o fisso che sia, consiglio di tenere a portata di mano oltre
al caffè ;) lo spaccato del mulinello.
Gli attrezzi sono i soliti: un paio di cacciaviti a croce e
piatto, l’attrezzo in dotazione al mulo (la chiave serve per smontare la
manovella!), grasso, olio per mulinelli, benzina avio (io uso quella per
ricaricare gli zippo), pennellino, bicchierino di carta e una buona dose di
pazienza!
Il primo passo, dopo aver pulito l’esterno del mulo, è
smontare la manovella e il guscio esterno .
Sfilato il carter ancora non si arriva ai meccanismi
interni: occorre svitare le viti che trattengono il carter interno di plastica
(usare sempre un buon cacciavite in modo da evitare di sciupare le teste delle
viti).
Una volta rimosso il carter in plastica (che contiene
l’ingranaggio principale e il dispositivo dell’antiritorno) si può sfilare la
bobina e l’alberino del mulo.
Il “cuore” del mulo è nella bobina: sfilato il pignone,
svitando sei piccole vitoline, si rimuove il carter della frizione e si accede
allo “spingi disco” della frizione, (tra lo spingi disco e il carter c’è una
molla), al disco di materiale frenante, a due cuscinetti.
Il disco frenante è in materiale tipo carbonio , incollato su un supporto in bachelite, fissato sulla bobina da 4 piccole viti.
Per pulire il disco occorre rimuovere le quattro viti. Si
procede alla pulizia del disco con della carta tipo scottex pulita , mentre per
lo spingi disco (dalla foto si notano i residui di carbonio dovuti alle frizionate
) utilizzo la benzina avio.
Per accedere al terzo (e ultimo) cuscinetto della bobina,
occorre svitare le due viti situate nel lato opposto alla frizione: svitate le
due vitine, si sfila il carterino e l’albero (fare attenzione che è presente un
anello che funge da spessore tra il cuscinetto e la bobina) se si vuole
rimuovere il “cuscinettone” la cosa diventa complicata in quanto occorre
rimuovere alcuni seeger che bloccano i vari spessori e il cuscinetto stesso (se
procedete in questo senso ricordatevi l’ordine di inserimento degli spessori
altrimenti rischiate di bloccare il tutto!)
Smontato, pulito, ingrassato il complesso bobina/frizione,
ora passiamo al carter dove troviamo il quarto cuscinetto, l’antiritorno e
l’ingranaggio principale.
Il cuore meccanico del Tyrnos è … disarmante!!! Un
ingranaggio, un alberino, un cuscinetto e un sistema antiritorno che agisce su
una ruota dentata coassiale “all’ingranaggione”
tramite due dentini (che fanno andare di rosario per rimontare il carter
la prima volta..poi ci si prende la mano e con un piccolo cacciavite diventa
“quasi” una passeggiata !!)
Si devono svitare 4 piccole vitine e, rimosso il
coperchio in plastica, si accede al tutto.
Sfilato ingranaggio con albero connesso, rimosso il
cuscinetto, si lava il tutto con la solita benzina e si ingrassa avendo ben
cura che il grasso riempia il cuscinetto (NB i cuscinetti non sono schermati,
quindi questa attenzione deve essere prestata a tutti!!)
Nel rimontare il tutto, come anticipato, fate attenzione a
riposizionare bene i due dentini dell’antiritorno, se mal posizionati non solo
s’inchioda tutto ma non richiudete neppure il carterino !!! Per effettuare
questa operazione aiutatevi con un piccolo cacciavite premendo di due dentini
verso il cuscinetto e, contemporaneamente, spingete l’ingranaggio.
Richiudete il tutto e…..
Rimontate con cura il leveraggio della frizione rispettando
il verso di inserimento della leva e della camma(ricordatevi la guarnizione in
teflon bianca posta sotto la leva e di ingrassare la camma.
Passiamo al lato “B” del mulo :D
Rimuovete il carter in metallo, quello in plastica seguirà…,
pulite e ingrassate il meccanismo del “cicalino”.
Ecco fatto: il vostro Tyrnos sarà pronto per mille nuove
altre avventure!!
NB. Questa è solo una esposizione della
procedura che seguo io senza pretese di voler essere un "how to do"
tecnico, in caso di dubbi o perplessità rivolgetevi senza esitazioni
all'assistenza tecnica della casa produttrice del vostro mulo ;)
Comprati un Avet come il mio cosi mi fai vedere come si manutenziona.
RispondiEliminaCiao!! Francamente penso agli avet da un pezzo ... magari...
EliminaComunque, per quanto ho visto, i rotanti con frizione a leva monovelocità si assomigliano un po' tutti come manutenzione. La cosa fondamentale è munirsi di pazienza e... dello spaccato!!!
PS (occhio alle mollettine sparse un po' ovunque ...)